Manifesto

… DI PENSIERO ED INTENTI

La Fondazione culturale, che oggi prende il nome dal suo fondatore, Gino Girolomoni, è stata fondata nel 1996 con il nome di Fondazione Alce Nero. Il suo scopo primario è la conservazione e l’archiviazione degli scritti, dei documenti e del patrimonio librario lasciati da Gino Girolomoni, la divulgazione del suo pensiero e la valorizzazione dei luoghi in cui la vita e il paesaggio agrario, grazie a lui e alla moglie Tullia Romani, hanno ritrovato significato e potenzialità economiche, tra le colline delle Cesane, al Monastero di Montebello, in un’ampia area tra Urbino e Isola del Piano nella provincia di Pesaro-Urbino.
In particolare i soci gestiranno la proprietà e l’uso di alcuni spazi particolarmente importanti, tra cui la chiesa restaurata della SS. Trinità, annessa all’ex Monastero dei Girolamini fondato dal beato Pietro Gambacorta nel 1380, la sala riunioni attrezzata del Monastero e il museo posto in un’ala al piano terra dello stesso Monastero e dedicato alla Cultura e Civiltà Contadina, nel quale sono esposti strumenti di lavoro e reperti archelogici del territorio circostante.
Alla Fondazione spetterà anche il compito di curare la produzione di opere sulla figura e la vita di Gino Girolomoni, l’organizzazione di convegni e mostre sulla sua attività e la redazione della rivista periodica trimestrale, di cui lo stesso era direttore, intitolata Mediterraneo.

In un clima di scetticismo e di mancanza di speranza e di ideali, la sua vita testimonia innanzitutto la possibilità di attivare concrete iniziative economiche rispettose dell’ambiente, del paesaggio e della salute umana, nel solco della millenaria tradizione contadina e pastorale del nostro Paese. Girolomoni è stato in grado di vivere ciò non come un devoto ricordo del passato ma recependo dalla tradizione il messaggio più profondo di comunione con lo spirito dei luoghi e, nello stesso tempo, accettando -senza compromessi- l’esperienza cristiana come fondamento della vita sociale. Per questo la Fondazione, pur radicata e partendo dalla terra in cui Girolomoni è vissuto, si prefigge di rendere il suo messaggio un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per una concreta proposta di sviluppo sostenibile del territorio.
Negli anni l’esperienza culturale di Girolomoni si è articolata in molti settori, in ognuno dei quali, grazie anche all’incontro e al confronto con numerose personalità di valore internazionale che hanno fatto del Monastero di Montebello un indifferibile punto di riferimento, egli ha indicato delle strade da seguire e da sviluppare.

Tra esse faranno parte degli scopi della Fondazione:
– lo studio della storia dei Girolamini, del beato Pietro Gambacorta e degli eremiti che vissero al Monastero di Montebello;
– le ricerche relative al Monte Sinai e le scoperte archeologiche ad Har Karkom (deserto del Negev, Israele);
– l’approfondimento biblico;
– l’agricoltura biologica
Biologico, per custodire la natura, per conservare quanto è stato affidato alle cure dell’uomo.
Biologico come stile di vita;
– la promozione di uno stile di vita sostenibile (energie rinnovabili, medicina dolce, …)
Numerosi sono gli articoli di Girolomoni che ne fanno uno tra i principali promotori in Italia di questi temi, cui hanno fatto seguito scelte concrete (installazione di una pala eolica presso la Cooperativa Girolomoni; realizzazione del magazzino di stoccaggio in bio architettura nonché il posizionamento di pannelli solari al fine di raggiungere una progressiva indipendenza energetica per il funzionamento del pastificio del marchio Girolomoni);
– la gastronomia come cultura
Corto e Mangiato (www.cortoemangiato.com): dal 2007 in collaborazione con Gino Girolomoni Cooperativa assieme all’Istituto Alberghiero di Pesaro e al comune di Isola del Piano, viene organizzato il Festival dei cortometraggi dedicato ai prodotti biologici o ai beni primari;
– il ritorno della vita in collina e in montagna.
La Cooperativa Gino Girolomoni (ex Alce Nero) è un’esperienza umana ed imprenditoriale nata con la volontà di ridare vita alla collina di Montebello e alla zona montuosa delle Cesane e un futuro a quanti negli anni ’70 potevano essere spinti a lasciare questi luoghi dimenticando, in maniera pressoché definitiva, una cultura e un sapere fondanti per la storia di ognuno.

La Fondazione si propone infine di evidenziare e premiare, in Italia e all”estero, tutte quelle esperienze che, nella direzione della proposta originatasi e sviluppatasi a Montebello, hanno iniziato con coraggio esperienze analoghe, sia dal punto di vista culturale che economico.

Il Presidente
Il Consiglio di Amministrazione
Il Comitato Direttivo

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